La maggior parte delle controversie sulla locazione non nasce dalla malafede, ma da voci che nel contratto non erano state scritte. Questo è l'elenco di quelle che più spesso vengono omesse.
Nella pratica un accordo verbale non vale nulla non appena sorge un disaccordo. Un contratto scritto dovrebbe contenere almeno quanto segue.

È consuetudine una o due mensilità. La cauzione copre i danni e le spese non saldate, ma non è l'ultima mensilità pagata in anticipo — salvo che il contratto lo preveda espressamente.
L'elemento decisivo è un verbale di consegna con fotografie e letture dei contatori. Senza quel verbale, alla fine della locazione nessuno può dimostrare se un danno fosse preesistente o si sia prodotto durante il rapporto.
“Il verbale di consegna è l'unico documento che entrambe le parti, alla fine della locazione, rimpiangono di non aver redatto.”
La ripartizione è materia di accordo, ma nella pratica vale una regola semplice: i consumi li paga chi consuma, e l'immobile lo mantiene chi ne è proprietario.
Fissate il confine tra piccola riparazione e guasto indicando un importo nel contratto stesso. Così sparisce la fonte più frequente di incomprensioni.
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